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Do you have a facebook? Si, bastaaaa!

Italo Vignoli nel suo blog PRoxemics ci mostra un video simpatico dal titolo Facebook Anthem che qui vi ripropongo.

 

Se fate una breve ricerca su Google e su YouTube troverete centinaia di commenti negativi su Facebook ma, in generale, sui social media. Solo un paio di settimane fa ho partecipato ad un workshop su come i social media hanno cambiato la professione del relatore pubblico di cui potete leggere il mio post. Ricevo poi un commento anonimo su questo post che dice “Speriamo allora che anche i relatori pubblici sappiano rinnovarsi“.

Mi sovviene il dubbio che ci stiamo facendo tante (troppe) seghe mentali su questi social network mentre il fenomeno si sta già sgonfiando…sarà così? siamo forse arrivati in ritardo?

L’importante è dirlo prima…

Sono nati negli Stati Uniti ma ben presto la loro diffusione ha davvero contagiato tutti i continenti divenendo in poco tempo un fenomeno di studio per i professionisti della comunicazione e, di conseguenza, una nuova opportunità per le imprese. Stiamo parlando dei Social Network, letteralmente delle reti sociali nate sul web per creare nuove relazioni, da quelle personali-affettive fino alle professionali.
Di certo una rivoluzione per la comunicazione dei giorni nostri soprattutto per la contagiosa espansione e per la facilità d’utilizzo: fino a ieri, infatti, poteva tranquillamente definirle user friendly in quanto semplicimente usabili da chiunque. Proprio così…da chiunque..ma ecco una nuova controrivoluzione: la rete sociale dedicata! E dedicata a chi? Ai soli belli!!!E’ nato infatti Beautiful People, il primo social network che si autodefinisce “no politically correct” ma semplicemente una community onesta. Ecco le parole del suo ideatore, Robert Luciano Hintze tratte dal sito http://www.tgcom.it/ “Sin dalla nascita del genere umano, la gente ha sempre adorato la bellezza. Tutti lo pensano, ma pochi hanno il coraggio di dirlo”. “Tuttavia – conclude l’ideatore di BP – il nostro ideale di bellezza non è dettato da nessuna elitè e non è imposto dall’alto, come accade nell’industria della moda o del cinema, ma si fonda sulla possibilità degli iscritti di esprimere, attraverso una votazione democratica, la loro personale visione della bellezza”. L’onesta prima di tutto…