Ricevo ieri la newsletter di Comunicazione Italiana in cui mi colpisce da subito un articolo dal titolo molto eloquente “Second Life: l’isola dei fumosi”.
In sostanza ci troviamo di fronte, come si evince dall’articolo tratto da una ricerca della rivista Wired ), ad un calo mostruoso nella partecipazione a questo mondo virtuale.
Dei nove milioni di avatar, si pensa che solo 300.000 siano in realtà i frequentatori abituali, escludendo quindi le doppie (o triple) identità e le persone che si registrano solo per provare ma che poi abbandonano questa esperienza.
Numeri davvero impietosi soprattutto per le aziende che hanno visto in Second Life un nuovo canale per promuovere la propria attività ed i propri servizi, talvolta con ingenti investimenti di capitali…e non si parla di Linden Dollar!!!
Possiamo parlare quindi di crisi o forse il boom di questa realtà virtuale è stato più dovuto al tam tam mediatico e ad una moda “iper estemporanea”?
In sostanza ci troviamo di fronte, come si evince dall’articolo tratto da una ricerca della rivista Wired ), ad un calo mostruoso nella partecipazione a questo mondo virtuale.
Dei nove milioni di avatar, si pensa che solo 300.000 siano in realtà i frequentatori abituali, escludendo quindi le doppie (o triple) identità e le persone che si registrano solo per provare ma che poi abbandonano questa esperienza.
Numeri davvero impietosi soprattutto per le aziende che hanno visto in Second Life un nuovo canale per promuovere la propria attività ed i propri servizi, talvolta con ingenti investimenti di capitali…e non si parla di Linden Dollar!!!
Possiamo parlare quindi di crisi o forse il boom di questa realtà virtuale è stato più dovuto al tam tam mediatico e ad una moda “iper estemporanea”?
