Riprendo qui una discussione apparsa qualche settimana fa su PR Italia dal titolo “Il nucleare? Non nel mio giardino”. Naturalmente il tema portante è quello della costruzione in Italia di centrali nucleari che portino il nostro Paese verso l’indipendenza energetica. Oltre alla produzione di energia, esiste però (e andrebbe sottolineato) il concetto di risparmio energetico su cui, da circa un anno, organizzo corsi di formazione per progettisti edili in collaborazione con l’Agenzia CasaClima di Bolzano. Se qualcuno è interessato ad approfondire l’argomento ne sarò bel lieto ma, nel frattempo, mi concentro sull’affascinante sfida
comunicativa che pone il risparmio energetico ovvero quello di far mutare degli atteggiamenti e dei comportamenti assolutamente radicati. Risparmio, come per quello economico, vuol dire sacrificio, vuol dire organizzazione, vuol dire consapevolezza: l’agenzia CasaClima in questo senso ha svolto un lavoro
davvero eccezionale “progettando” una certificazione energetica degli edifici e quindi una modalità di costruzione che prende piede ogni giorno di più in Alto Adige ma anche su tutto il territorio nazionale. E senza alcuna pubblicità particolare bensì, come tengo proprio a sottolineare, “facendo parlare i risultati” naturalmente in termini di comfort e benessere abitativo oltre che di risparmio energetico. E la formazione (= consapevolezza) è diventata per loro, oltre che un indubbio business, il mio miglior strumento per comunicarsi e per sensibilizzare i loro stakeholder tant’è che le Istituzioni di Bolzano hanno intrapreso una vera e proprio “caccia al premio” per far diventare la propria sede un edificio di classe A+ o superiore
(esempio la Camera di Commercio di Bolzano, leggi qui oppure qui).
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Comunicare per cambiare…che sfida!
Pubblicato Maggio 27, 2008 Case history , Rp Lascia un commentoTags: formazione, Risparmio energetico, Rp
Misurare per crescere come professionisti
Pubblicato Luglio 2, 2007 Rp 1 CommentoTags: corso, Ferpi, Rp
Giovedì scorso ho seguito un interessantissimo seminario sulla misurazione dei risultati dell’attività di relazioni pubbliche tenuto dalla dott.ssa Stefania Romenti e sapientemente organizzato da Ferpi Triveneto.
Devo dire che la giornata, a mio giudizio, è stata estremamente proficua in quanto la partecipazione di molti professionisti “attenti e vivaci” ha reso molto piacevoli le ore in aula.
Fatto questo doveroso preambolo, mi sembra giusto spendere qualche parola per l’argomento della giornata, la misurazione e la valutazione delle attività di relazioni pubbliche.
Con quale obiettivo ho partecipato a questo seminario?
Penso che la nostra categoria professionale non abbia ancora un ruolo ben definito (ahimè) agli occhi dell’opinione pubblica e, conseguentemente, anche dei potenziali nuovi clienti.
Perchè? Penso che la mancanza di una “scientificità” della materia e dei risultati, a detta di alcuni, sia la causa principale oltre che, e non mi stancherò mai di dirlo, la mancanza di una certificazione della professione.
Ecco perchè sono convinto che la presentazione di risultati misurabili e confrontabili al cliente possa essere un elemento non valido bensì fondamentale per il definitivo affermarsi del nostro lavoro.
Altra considerazione è che, al contrario di ciò che pensavo prima del seminario, la misurazione e la valutazione dei risultati non sono un’attività finale alla campagna di rp bensì costituiscono un percorso parallelo al fine di governare nel miglior modo possibile le relazioni con gli stakeholder dell’azienda.
La nota più positiva è stata però la possibilità, o meglio l’intuizione, di identificare alcuni criteri di misurazione e valutazione che potrò, fin da subito, applicare al lavoro d’ogni giorno. E non è per niente poco!
Fatto questo doveroso preambolo, mi sembra giusto spendere qualche parola per l’argomento della giornata, la misurazione e la valutazione delle attività di relazioni pubbliche.
Con quale obiettivo ho partecipato a questo seminario?
Penso che la nostra categoria professionale non abbia ancora un ruolo ben definito (ahimè) agli occhi dell’opinione pubblica e, conseguentemente, anche dei potenziali nuovi clienti.
Perchè? Penso che la mancanza di una “scientificità” della materia e dei risultati, a detta di alcuni, sia la causa principale oltre che, e non mi stancherò mai di dirlo, la mancanza di una certificazione della professione.
Ecco perchè sono convinto che la presentazione di risultati misurabili e confrontabili al cliente possa essere un elemento non valido bensì fondamentale per il definitivo affermarsi del nostro lavoro.
Altra considerazione è che, al contrario di ciò che pensavo prima del seminario, la misurazione e la valutazione dei risultati non sono un’attività finale alla campagna di rp bensì costituiscono un percorso parallelo al fine di governare nel miglior modo possibile le relazioni con gli stakeholder dell’azienda.
La nota più positiva è stata però la possibilità, o meglio l’intuizione, di identificare alcuni criteri di misurazione e valutazione che potrò, fin da subito, applicare al lavoro d’ogni giorno. E non è per niente poco!
Nei prossimi giorni cercherò di approfondire alcuni punti trattati quindi…un pò di pazienza.
Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, potete leggere il libro scritto dalla dott.ssa Romenti (ricercatrice presso lo Iulm e consulente d’impresa) “Valutare i risultati della comunicazione. Modelli e strumenti per misurare la qualità delle relazioni e della reputazione”.
