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Tutti in forma(zione)!

Ricevo ieri una newsletter del sito www.infojobs.it a cui sono iscritto in cui mi viene segnalata la ricerca di un docente esperto in COMUNICAZIONE per iniziare una collaborazione continuativa di circa un mese. L’annuncio è stato pubblicato in data 15/07 e il corso avrà inizio il 18…

Già il termine “Comunicazione” vuol dire tutto e niente, poi non capisco che serietà può avere ricerca un docente in questo modo che in tre giorni dovrebbe abbandonare la sua attività per fare questa esperienza d’aula full-time per un mese. E soprattutto come è possibile valutare un docente solo dal curriculum in neanche tre giorni di tempo?

Da circa due anni, oltre che di eventi e congressi, mi occupo di formazione ed aggiornamento per professionisti, in particolare nei settori dell’edilizia, della progettazione e dei lavori pubblici.  Mi sono reso conto che la formazione, quella con la F maiuscola, può svolgere diversi compiti, anche funzioni di comunicazione interna ed esterna all’azienda.

Contemporaneamente mi sono reso anche conto, sia come organizzatore sia come docente nei corsi di apprendistato, che la formazione è, al tempo stesso, un far west di contributi (regionali, statali ed europei), di speculazioni e meccanismi contorti. Di certo lo spirito è quello di lavorare sulla quantità più che sulla qualità, a tutto discapito di chi frequenta questi corsi sperando di trarne giovamente.

Altro annuncio bizzarro recitava così: Corso per Esperti Organizzatori di Eventi, durata 40 ore, rivolto a disoccupati. Ora mi chiedo: com’è possibile attestare il titolo di esperto dopo 40 ore di aula e senza nessuna esperienza sul campo?

Ma siamo sicuri che tutti questi contributi (in particolare gli FSE) siano un bene (se non per chi ci mangia)?

Pillole di RP lontane…ma non troppo

Ho finito da poco di leggere “Lei e loro. La comunicazione italiana degli ultimi 30 anni raccontata da 10 protagonisti” scritto da Furio Garbagnati, l’avevo comprato qualche mese fa senza mai trovare il tempo per leggerlo. La cosa davvero interessante è il diverso punto di vista nei confronti della comunicazione da parte di questi protagonisti (Toni Muzi Falconi, Giulio Malgara, Joaquìn Navarro-Valls solo per citarne alcuni…) così eterogenei e, forse solo in apparenza, così distanti fra loro. Lei e loro

Mi soffermo sul capitolo – intervista di Toni Muzi Falconi (“Quel che oggi manca è l’impegno“) per sottolineare tre punti che mi hanno colpito particolarmente:

  1. oggi diciamo spesso che abbiamo difficoltà nell’accreditare la ns. professione nei confronti delle organizzazioni. Penso allora all’esperienza della SCR Associati fondata nel 1976 da Toni, Garbagnati, Gironda e altri professionisti e delle agenzie che già esistevano e che lo stesso Toni cita nell’intervista (anni ‘50 Crainz e Arnaldi, anni ‘60 Guido de Rossi e Chiappe, Hill & Knowlton nel 1974). Abbiamo perso un pò di tempo nel frattempo?
  2. non essendoci studi o altri percorsi formativi, i giovani che arrivavano in SCR erano naturalmente impreparati alle sfide che li attendevano. Ecco allora l’idea di istituire 20 giornate all’anno di formazione obbligatoria ma non solo per i junior bensì anche per i senior e partner. Ci sono ancora realtà così?

 

Comunicare per cambiare…che sfida!

 Riprendo qui una discussione apparsa qualche settimana fa su PR Italia dal titolo “Il nucleare? Non nel mio giardino”. Naturalmente il tema portante è quello della costruzione in Italia di centrali nucleari che portino il nostro Paese verso l’indipendenza energetica. Oltre alla produzione di energia, esiste però (e andrebbe sottolineato) il concetto di risparmio energetico su cui, da circa un anno, organizzo corsi di formazione per progettisti edili in collaborazione con l’Agenzia CasaClima di Bolzano. Se qualcuno è interessato ad approfondire l’argomento ne sarò bel lieto ma, nel frattempo, mi concentro sull’affascinante sfida Il logo dell'Agenzia CasaClimacomunicativa che pone il risparmio energetico ovvero quello di far mutare degli atteggiamenti e dei comportamenti assolutamente radicati. Risparmio, come per quello economico, vuol dire sacrificio, vuol dire organizzazione, vuol dire consapevolezza: l’agenzia CasaClima in questo senso ha svolto un lavoro
davvero eccezionale “progettando” una certificazione energetica degli edifici e quindi una modalità di costruzione che prende piede ogni giorno di più in Alto Adige ma anche su tutto il territorio nazionale. E senza alcuna pubblicità particolare bensì, come tengo proprio a sottolineare, “facendo parlare i risultati” naturalmente in termini di comfort e benessere abitativo oltre che di risparmio energetico. E la formazione (= consapevolezza) è diventata per loro, oltre che un indubbio business, il mio miglior strumento per comunicarsi e per sensibilizzare i loro stakeholder tant’è che le Istituzioni di Bolzano hanno intrapreso una vera e proprio “caccia al premio” per far diventare la propria sede un edificio di classe A+ o superiore
(esempio la Camera di Commercio di Bolzano, leggi qui oppure qui).