Post contrassegnati da tag 'Comunicazione Pubblica'

Chi l’ha detto che i videogame fanno male?

A novembre avevo postato un articolo sull’utilizzo dei videogames come nuovo strumento di comunicazione e formazione, videogiochi che da anni rappresentano un appetibile spazio pubblicitario (vedi in particolare quelli sportivi) e di comunicazione per le aziende ma che, oggi più che mai, si stanno evolvendo in mezzi di comunicazione sociale.

Mi piace pensare che il videogioco stia diventando, o almeno possa aspirare ad essere, il mezzo attraverso cui diverse generazioni comunicano, un pò come avviene proprio sul web.  Ecco un interessante esperimento della Federation of American Scientists che ha realizzato un videogame grazie alla collaborazione di due prestigiose università americane, la Brown University e la University of Southern California. Il videogame si chiama Immune Attack e nasce con lo scopo di spiegare ai ragazzi il funzionamento del sistema immunitario.

 

Questi esempi rappresentano, a mio avviso, il giusto approccio della comunicazione pubblica (e quindi anche sociale) nei confronti delle nuove generazioni anche se una partita didattica farebbe bene un pò a tutte le età, magari proprio organizzando delle sfide in famiglia!

Politica e istituzione: dov’è il confine?

Nei giorni scorsi si è tenuta a Gorizia la prima tappa del roadshow Uniferpi e l’incontro ha visto la partecipazione del direttore della comunicazione della Regione FVG, Fabio de Visintini.
Tralascio volutamente la maggior parte dei contenuti (potete rivedere l’evento qui) per fermarmi in particolare su una parte dell’intervento di de Visintini, quello relativo alla sostanziale ma utopistica differenza tra comunicazione istituzionale e comunicazione politica.
Suonano ancora nelle mie orecchie le giustissime parole “le persone passano, l’ente resta” con cui sottolineava la necessità di ricercare la “trasparenza” in tutti i processi di comunicazione dell’istituzione e, conseguentemente, di trasparenza nei confronti dei cittadini.
Ed ora salto ad un fatto di cronaca che riguarda la mia città, Gorizia.
Nelle scorse settimana un’ordinanza del Comune sancisce che i locali pubblici (bar) del centro cittadino dovranno spegnere la musica alle ore 23, bloccare la mescita alle ore 24 e garantire la chiusura entro l’una di notte.
Non sto qui a giudicare l’ordinanza perché non è assolutamente questo il luogo adatto ma vorrei portare all’attenzione di chi legge il comportamento “istituzionale” di un altro ente locale, la Provincia di Gorizia che sul proprio sito pubblica un sondaggio in cui chiede ai visitatori “È giusto chiudere i bar a mezzanotte?” scatenando le (comprensibili) reazioni del Sindaco.Mi sembra inutile sottolineare che le due giunte appartengono a fazioni politiche contrapposte ma quello che mi stupisce decisamente di più è l’uso strumentale e politico di un servizio che istituzionale è e così deve (o dovrebbe) essere considerato.

Che bel 2008 per la comunicazione pubblica…e siamo solo a gennaio!

E’ un inizio d’anno davvero complicato per l’immagine e la reputazione dello Stato e della Pubblica Amministrazione in generale, chissà se i comunicatori pubblici vedono questo periodo come un “mese nero” o come un’occasione di sfida professionale e una possibilità per far valere le proprie capacità.

Di certo è che siamo partiti il 18 gennaio con la messa offline del più caro sito internet italiano, il tanto (negativamente) reclamizzato portale del turismo italiano www.italia.it , costato la bellezza di 45 milioni di euro per un prodotto che di innovativo ha davvero poco.
Un fallimento “virtuale” davvero clamoroso soprattutto per l’effettivo spreco di denaro pubblico non giustificabile neanche in caso di successo dell’iniziativa, figuriamoci adesso con la sua chiusura.
E poi arriviamo alla giornata di ieri con la caduta del Governo Prodi ma soprattutto con l’impietosa lite in aula tra i senatori Cusumano e Barbato. Voglio assolutamente e consapevolmente tralasciare le motivazioni di questa “rissa” non solo verbale finita tra insulti, sputi e minacce, vorrei solo capire come un comunicatore pubblico può affrontare la sfida di ricostruire un’immagine, una reputazione ed un rapporto di fiducia tra Stato e Cittadino alla luce di queste foto (tratte da corriere.it).