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Sei un meme! io?

Non se ne vorrà Carlo Odello, uno dei miei blogger preferiti, se riprendo un suo post che mi ha fatto un pò riflettere. Ecco il post relativo ad un caso del caro e vecchio copia e incolla . Mi sembra che, come ho già commentato sul suo blog, non ci sia neanche da discutere più di tanto.

Mi soffermo invece sulla seconda frecciatina di Carlo relativa al copia e incolla di tanti blogger o pseudo tali che passano ore a ricercare cosa copiare piuttosto che a scrivere. Anche questo mi sembra un concetto sacrosanto però bisogna, a mio avviso, ben delimitare il cerchio.

Vorrei riprendere un concetto espresso da Luca Grivet Foiaia nel libro Web 2.0 – Guida al fenomeno della Rete: “il web 2.0 è effettivamente un meme” e poi “un meme è un’unità d’informazione che è in grado di replicarsi da una mente (o supporto informatico) ad un’altra“. Ecco allora che questo copia e incolla è costruttivo e si riproduce in quanto spunto per potenziali conversazioni.

Qualcosa si muove

Per aiutare un’amica, aspirante grafico pubblicitario, mi sono stati chiesti alcuni contatti. Ho suggerito di visitare i siti in cui sono presenti banche dati con offerte di lavoro: ce ne sono alcuni, anche a livello locale, davvero aggiornatissimi.

Sfogliando i diversi annunci relativi al settore grafica & internet, mi sono imbattuto (con stupore e meraviglia) in questa offerta per una collaborazione occasionale a Udine “Ricerca blogger”.

Allora qualcosa si muove…

Legge blog: rientrato allarme grazie a un grillo!

Il mondo dei blogger ha vissuto momenti di panico (io ho dormito pochissimo durante queste notti, non so dirvi se per il ddl in questione o per il mio bebè) per il disegno di legge presentato in data 3 agosto e approvato dieci giorni fa che potete trovare qui .
Il ddl regolamenta il settore dell’editoria intervenendo però in maniera decisa anche nel settore on-line in quanto prevede la registrazione del sito al Registro degli operatori di Comunicazione con conseguenti responsabilità civili e penali in merito ai contenuti e diverse spese “burocratiche” per i titolari dello spazio web.
E’ dovuto intervenire Beppe Grillo, dopo le sollecitazioni dei siti civile.it e puntoinformatico.it, per portare ad un chiarimento da parte del Ministro Gentiloni (leggi qui e leggi qui) e di Ricardo Franco Levi, sottosegretario del Consiglio con delega all’editoria (leggi qui).
Lascio da parte i commenti sul ddl, mi viene però l’orticaria a pensare che in Italia sia ormai in voga la moda di riparare ai “danni” o comunque di confrontarsi su determinati temi caldi solo e soltanto se è un grillo a cantare!!!

Web e politica: solite promesse elettorali?

Prendo spunto dal blog del mio concittadino Paolo Valdemarin per analizzare un po’ il rapporto tra politica e web. Nella mia città, Gorizia, si sono da poco svolte le elezioni comunali: poco importa chi ha vinto ma, come analizzato proprio da Paolo, mi piacerebbe soffermarmi sul modo di utilizzare il sito web da parte dei diversi candidati.
In fase di pianificazione della campagna elettorale è fondamentale definire il ruolo e la strategia (intesa anche come “peso”) legata ai diversi strumenti a disposizione del candidato. Il sito web è uno di questi strumenti, forse uno dei più completi per interagire con gli elettori e per creare, quindi, una relazione in cui porsi sullo stesso livello dei cittadini, ascoltare i loro dubbi & critiche e tentare d’instaurare un dialogo costruttivo (per gli appassionati di rp entriamo poi in una rappresentazione virtuale del concetto di modello simmetrico bi-direzionale in cui fondamentale è la trasparenza degli interlocutori).
Possiamo scegliere quindi una classica impostazione di sito vetrina (brrr…da brividi nell’era del web 2.0 ma è sempre una scelta possibile) oppure impostare qualcosa di più dinamico e quindi interattivo, un sito in continuo aggiornamento con la possibilità di interazione tra candidato e l’elettorato. Ci sono poi sicuramente diverse possibili sfumature di grigio ma queste due scelte rappresentano sostanzialmente la propria impostazione (appunto, il peso) della campagna elettorale su internet. Sbilanciandoci un po’ potremmo anche dire che tale scelta rappresenta la conoscenza (o la non conoscenza) delle potenzialità del web o, forse, la paura di avere tra le mani uno strumento a volte poco conosciuto e poco controllabile.
Prendiamo, ad esempio, i tre principali candidati alla carica di Sindaco.
Ettore Romoli, candidato per il Centrodestra e nuovo sindaco della città, ha optato per un sito sostanzialmente statico in cui la parte “dinamica” è rappresentata dall’inserimento di comunicati stampa e della rassegna giornali. Scelta discutibile dal punto di vista comunicativo ma, almeno, c’è stata l’accortezza di inserire i titoli dei giornali post elezioni, al 31 maggio in cui si evidenzia la vittoria. La sezione comunicati invece è ferma al 21 maggio.
Andrea Bellavite, candidato di Rifondazione Comunista, opta anch’egli per un sito statico ma chiude la rassegna stampa al 26 maggio con i proclami “Sarò un sindaco amico di tutti”.
Vale lo stesso discorso fatto per Romoli sulla scelta del sito con l’aggravante di aver chiuso il sito agli aggiornamenti del dopo elezioni.
Giulio Mosetti, candidato per l’Ulivo, presenta il sito più sobrio, più facilmente consultabile e, valutazione a titolo personale, più moderno utilizzando una struttura a blog con tanto di Rss. Qualche pecca? Certo perché i post si chiudono al 23 maggio, 4 giorni prima delle elezioni e poi non c’è più nessuna traccia per ciò che concerne i risultati.
Considerazione valida per tutti e tre: siamo nell’era del web 2.0, internet è relazione, perché tutti e tre i candidati, per interagire con i visitatori, hanno pensato solo ed esclusivamente ad un asettico e triste “scrivimi”?
Il dito non dev’essere puntato però solo verso i tre candidati (avrei potuto citarne molti di più) ma soprattutto verso chi, assieme a loro, si è occupato di gestire la campagna elettorale ed, in particolare, l’ufficio stampa. A meno che il sito internet non sia considerato come la solita promessa elettorale…

Ancora dubbi sui blog? Chiedere ad Apple.

Leggendo siti e blog italiani o parlando con professionisti del settore delle relazioni pubbliche, c’è sempre stato e continua ad esserci una certa diffidenza sul reale potere dei blog nel mondo dell’informazione e della comunicazione.
Ma forse basterebbe buttare l’occhio un po’ più in là per capire che, come gli altri media, anche i blog possono riservare gioie & dolori e spesso le lacrime possono essere “molto salate”.
Engadget, fonte web delle più autorevoli sulle news nel campo delle tecnologie, ha pubblicato un articolo in cui annunciava forti ritardi (qualche mese ma in questo settore si può considerare un’eternità) della Apple nell’uscita dell’attesissimo Iphone e del sistema operativo Mac Os X 10.5.
La fonte doveva essere un’email interna dell’azienda inoltrata esternamente proprio ad Engadget quindi nulla di più sicuro se non fosse per il fatto che, dopo accertamenti, tale messaggio è risultato essere fasullo anche se maledettamente uguale ai messaggi di posta elettronica interni di Apple.
Risultato? In pochi minuti le azioni della Mela hanno iniziato a crollare al Nasdaq passando da 108,48 a 103,42 dollari per complessivi 4 miliardi di dollari di danno.
Nonostante la smentita di Apple sia stata tempestiva così come l’intervento riparatore di Engadget, il risultato prodotto è stato davvero sconcertante.
Per chi volesse approfondire qui potete trovare l’articolo di Engadget con la smentita.


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