Sparare nel mucchio o prendere la mira?

In un vecchio post di Carlo Odello si discuteva se i convegni hanno ancora senso oppure no. Naturalmente la mia posizione è e dev’essere di parte organizzando eventi di professione però sono concorde sul fatto che l’evento dev’essere di qualità e con questo intendo “avere un obiettivo da perseguire” quindi finalizzato al raggiungimento di uno o più scopi. L’evento dev’essere intenso come strumento di comunicazione all’interno di una strategia definita. Fatta questa premessa, ho partecipato la scorsa settimana alla BTC di Roma, la più importante fiera b2b a livello europeo nel settore congressuale e viaggi incentive, giunta ormai alla sua 24° edizione.

La maggior parte dei buyer presenti a questa fiera sono invitati e ospitati dalla segreteria organizzativa della fiera e per ottenere questa “gita gratuita” è sufficiente garantire un certo numero di incontri con noi espositori. Il sistema è gestito attraverso un semplice bollino…un appuntamento = un bollino da porre su una scheda incontri.  Per farla breve molti appuntamenti si rivelano una semplice perdita di tempo con il buyer assolutamente disinteressato alla location o ai servizi proposti. L’importante è ottenere nel minor tempo possibile l’agognato bollino.

In questo caso l’evento fiera perde credibilità perchè non si lavora più sulla qualità bensì sulla quantità: il classico “sparare nel mucchio” sperando di centrare qualche potenziale cliente. Ha senso?

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